Un Ombra pesante

ognuno di noi possiede un’ombra che ha un suo peso specifico, quest’ombra è quantitativamente di 45 Gb per ognuno di noi, vecchi e neonati inclusi, il corrispettivo di 6 tonnellate di libri.
Come si acquisisce questo peso?
Semplice: ogni azione che compiamo o che venga compiuta utilizzando tecnologia computerizzata genera un quantitativo di memoria dati espresso in bit.

sotto una tabella esemplificativa

Bit - denominato – b Terabyte - denominato - TB
Il suo valore va da 0 a 1 il suo valore è di 1.000 GB
È la più piccola unità di misura, accendere e spegnere un transistor consuma 1 b si iniziano a trovare già da un po’ dischi rigidi esterni di questa capacità
Byte – denominato – B Petabyte - denominato - PB
Valore di 8 B equivalente di 1.000 TB
Digitare una lettera dell’alfabeto equivale a impegnare spazio per 1byte non è l’equivalente di un peto, o forse sì, dipende da chi peta
Kilobyte – denominato – KB Exabyte - denominato EB
Il suo valore è pari a 1.000 B vale 1.000 PB, o peti?
Megabyte – denominato – MB Zettabyte - denominato - ZB
Il suo valore è pari a 1.000 KB equivale a 1.000 EB ed è la misura oggi più grande
È l’unità di misura che insieme ai giga utilizziamo di più, almeno a livello discorsivo. più o meno equivale a 50.000 volte la quantità di dati che google elabora ogni giorno
Gigabyte - denominato - GB
è pari a 1.000 MB
unità di misura ormai consueta

Creiamo informazioni in formato digitale anche quando non ce ne accorgiamo, anche quando non siamo noi ad usare un computer, destinate a stiparsi insieme agli altri miliardi di informazioni e dati già esistenti. Chiamare dal cellulare, scattarvi una foto, o soltanto pagare con il bancomat o passare accanto ad una telecamera di sorveglianza, fare esami medici, genera dati.
I dati attualmente immagazzinati -il nostro peso - sono di circa 281 miliardi di Gigabyte, l’equivalente, parlando in libri, di 12 pile di libri alte quanto la distanza tra la Terra e il Sole, che, a volerla ricondurre ad un’unica pila, compirebbe due volte la lunghezza dell’orbita terrestre.
Un neonato che nasce pesa in media 350 Gigabyte tra ecografie, fotografie e documenti vai.

Tutto questo sta creando seri problemi, per la prima volta le informazioni create hanno superato lo spazio disponibile sui dischi fissi, dvd, ecc. Per il 2011 si prospetta un incremento notevole della pila di libri, che arriverà a ricoprire una distanza da qui a Plutone, per una distanza pari a 6 miliardi di km.

Il problema è serio e di non facile soluzione, anche perché non si è capito bene come poter agire per tamponarlo. Focus di luglio, dal quale è tratta questa informazione, ci invita a cambiare le nostre abitudini, a non generare più troppi dati poiché non faremmo altro che creare delle copie ingombranti, in quanto, le grandi aziende come Youtube, Google e così via, gesticono e gestiranno in un prossimo futuro ben l’85% dei nostri dati, e noi stessi continueremmo a generarne il 70% in modo autonomo.
Ma non è molto chiaro questo invito, poiché, sempre Focus, dice che noi non abbiamo solo un’Ombra, ma anche un’Impronta; quest’ultima sono le informazioni che trasmettiamo volutamente, quando salviamo una foto nel computer, quando la inviamo, un testo, un video, doppioni e dublicati sparsi per il web, l’ombra, invece, sono informazioni digitali create intorno a noi, da altri, pagare le tasse ad esempio o la bolletta della luce, e, dei 45 MB che appartengono di diritto ad ognuno di noi, meno della metà sono impronta, tutto il resto è ombra.

Mi fa osservare che stiamo camminando di pari passo consapevolmente e inconsapevolmente, ovvero: tra ciò che noi facciamo per noi e tra ciò che gli altri fanno anche per noi, e, che, come per l’era delle bombolette spry, si voglia invitare il singolo a non sprecare, a non sciupare, a stare attenti all’inquinamento ecc, che vista così sarebbe anche giusto ma, ci si accorge sempre troppo tardi dei problemi e poi a doverne pagare le spese sono sempre gli stessi, ovvero noi.
E non so quanto tutto questo sia giusto.
Assomiglia tanto a un voler tirare per i capelli la nostra esistenza

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